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Schermo intero (Per ripristinare: ALT+F4)
Michelangelo Merisi da Caravaggio (Milano, 28 settembre 1573 – Porto Ercole, 18 Luglio 1610)
Michelangelo Merisi da Caravaggio, pittore che aveva goduto della protezione di cardinali e prelati, famoso e imitato,
ma anche ricercato dalle guardie papali per un omicidio commesso a Roma nel 1606, viene ritrovato cadavere sulla spiaggia di
Porto Ercole. Era quell’individuo male in arnese e dal volto sfregiato che da due giorni arrancava lungo il litorale
imprecando contro il sole e maledicendo una nave che solo lui vedeva. “Misesi in una felluca con alcune poche cose per
venirsene a Roma [da Napoli], tornando sotto la parola del cardinal Gonzaga, che co’ il pontefice Paolo V la sua remissione
trattava. Arrivato ch’egli fu nella spiaggia, fu in cambio fatto prigione e posto dentro le carceri, ove per due giorni
ritenuto e poi rilassato, più la felluca non ritrovava, sì che postosi in furia, come disperato, andava per la spiaggia
sotto la sferza del solleone a vedere se poteva in mare avvistare il vascello che le sue robe portava. Ultimamente, arrivato
in un luogo della spiaggia misesi in letto con febbre maligna e senza aiuto umano tra pochi giorni morì malamente come
appunto male aveva vivuto.” Giovanni Baglione, Le vite de’ pittori, scultori, architetti e
intagliatori..., Roma 1642.
Così racconta gli ultimi giorni del Caravaggio uno dei suoi principali biografi; un commentatore non proprio distaccato,
come si vede dal veleno nella coda della frase, che aveva incrociato il pittore “nelle aule giudiziarie” e, pittore a sua
volta, ne aveva inizialmente subito il fascino per poi arrivare a un odio sincero e confessato.
Forse ne aveva subito anche la concorrenza, nel campo...(continua)
Per la continuazione del racconto e per altre immagini...
www.diegovalobra.com

S. Girolamo (Caravaggio) Copia di Diego Valobra non conforme all'originale.
Ulteriori opere di D. Valobra riconducibili ad altri grandi artisti come
Orazio Gentileschi, Mantegna e Dürer.
Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden 17 giugno 1898 - Laren, 27 marzo 1972)
Maurits Cornelis, o Mauk come venne soprannominato, nacque a Leeuwarden, nei Paesi Bassi. Era il figlio minore di un
ingegnere idraulico, George Arnold Escher, e della sua seconda moglie, Sarah Gleichman. Nel 1903, la famiglia si spostò ad
Arnhem, dove egli prese lezioni di carpenteria e piano fino all'età di tredici anni.
Dal 1912 al 1918, frequentò la scuola secondaria; anche se eccelleva in disegno, i suoi voti erano generalmente bassi, e
dovette ripetere la seconda classe. Più tardi, dal 1919, Escher frequentò la Scuola di Architettura e Arti Decorative di
Haarlem; studiò architettura per un breve periodo, ma quindi passò alle arti decorative, studiando sotto Samuel Jesserun de
Mesquita, un artista con cui sarebbe rimasto in contatto, fino a quando de Mesquita, sua moglie e suo figlio vennero
deportati dai nazisti agli inizi del 1944 nei campi di concentramento dove avrebbero trovato la morte.
Nel 1922, Escher, avendo ottenuto una certa esperienza nel disegno e in particolare nell'incidere il legno, lasciò
la scuola. E in quell'anno, cruciale nella sua vita, Escher girò l'Italia (Firenze, San Gimignano, Volterra, Siena)
e la Spagna (Madrid, Toledo, Granada). Fu impressionato dalla campagna italiana e dall’Alhambra di Granada, famoso
palazzo moresco del Trecento. Vi conobbe i particolari arabeschi che adornano gli interni di questo edificio e che
spesso sono caratterizzati da motivi grafici ricorsivi, un tema che Escher svilupperà nelle sue tassellazioni.
Escher viaggiò regolarmente in Italia negli anni seguenti, e fu qui che incontrò per la prima volta Jetta Umiker,
la donna che sarebbe diventata sua moglie nel 1924. Escher si stabilì a Roma nel 1923 e vi restò fino al 1936, in
quelli che egli stesso definirà ''gli anni migliori della mia vita''. Quando il clima politico sotto Mussolini
divenne insopportabile, la famiglia si trasferì a Château-d'Œx, in Svizzera, dove rimase per due anni.
Escher, comunque, che traeva ispirazione e adorava i paesaggi dell'Italia, era decisamente infelice in Svizzera,
così si mosse nuovamente, questa volta a Uccle, una piccola cittadina vicino a Bruxelles, in Belgio. La seconda
guerra mondiale li costrinse a spostarsi un'ultima volta, nel gennaio 1941, a Baarn, in Olanda, dove Escher visse
fino al 1970.
La maggior parte dei dipinti più famosi di Escher risalgono a questo periodo di tempo; il freddo, nuvoloso, umido
clima olandese gli permise di concentrarsi interamente sul suo lavoro, e solo nel 1962, quando dovette subire un
intervento chirurgico, ci fu un periodo in cui non creò nuove immagini. Escher si spostò nel 1970 nella Casa Rosa-Spier
di Laren nell'Olanda settentrionale, una casa di riposo per artisti dove poteva avere uno studio tutto per sé.
E lì morì, all'inizio della primavera del 1972.
Poche righe tratte dall'enciclopedia on line di Wikipedia
C'è un'ulteriore pagina dedicata al 'Genio'. Cliccare >>> qui <<<

Composizione di alcune litigrafie/xilografie di M. C. Escher

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