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Schermo intero (Per ripristinare: ALT+F4)
Tutti i tipi di legno possono essere pirografati, ma le loro caratteristiche intrinseche
evidentemente influenzano (è il caso anzi di scrivere: devono riguardare) sia il tratto con
cui si tracciano linee e punti, sia la tecnica che si intende utilizzare.
Con i legni teneri il segno apparirà piu' o meno sfumato, il tratto sarà talvolta anche
ingestibile, la materia sarà facilmente incendiabile e altrettanto facilmente potranno
rimanervi degli aloni, poiché il calore della punta tenderà a spandersi
nelle fibre; con i legni duri, invece, il tratto risulterà più secco e preciso, ma
richiederà un maggiore controllo della punta (sarà questa la condizione ideale per disegni
geometrici, che richiedono precisione assoluta).
Le diverse superfici lignee:
- COMPENSATO
Il compensato, innanzitutto, ossia la più comune superficie utilizzata perché più agevolmente
acquistabile nelle falegnamerie, nelle segherie, nei laboratori artigianali del legno: è per lo più
tenero, moderatamente tenero e va dunque ''maneggiato'' con attenzione.
Spesso le tavole di compensato rintracciabili in commercio sono scarti, legnaccio che
darà pessime rese. Attenzione, siamo alle solite: chi più spende meno spende e...
Acquistando del compensato a 2-3 euro rischierete di sprecare tempo e soldi.
- ABETE
L'abete alterna parti tenere a settori duri. E' l'ideale per grafismi molto irregolari.
- ACERO
L'acero è duro, quasi ignifugo, davvero ostico, ma consente lavori molto precisi (ed anzi, proprio
per questa ragione ammette linee che si intersecano, angoli con arco ridotto e soggetti piccolissimi, ai limiti del miniaturismo).
Il suo colore è bianco sporco-grigiastro: da esso possono derivarne belle pirografie.
- AGRIFOGLIO
L'agrifoglio anche è molto duro, compatto, ma si lavora bene. Deve essere usato per
lavori di pirografia con molti particolari, dai disegni minuziosissimi, assai impegnativi.
- BOSSO
Il bosso è durissimo...al punto da sembrar ferro, e dunque da essere lavorato al tornio!
Il suo colore è un giallo smorto, pallido come tanti altri legni d'arbusti sempre verdi. Da esso
si possono ottenere grandi risultati (come dal pero) ma ha l'inconveniente (proprio come il pero) d'essere costoso.
- CASTAGNO
Il castagno è poco resistente e poroso, molto facile da lavorare, è un tipo
di legno ad alto rischio, dunque (io lo definisco così), perché con questa materia l'errore è sempre
dietro l'angolo. Ne possono scaturire però belle sfumature, begli effetti tonali.
- CILIEGIO
Il ciliegio si pirografa bene, ma tende ad incurvarsi. Assume, ''lavorato'', delle cromìe davvero belle.
Di suo (per natura, cioé) prima di subire il calore delle punte, è tendenzialmente rosso, è rossastro.
- FAGGIO
Il faggio è un altro di quei legni complicati da lavorare perchè duro e si spacca o comunque rovina
facilmente. Ma come tutte le superfici dure (come ad esempio l'acero) consente disegni rigorosi, precisi.
- FRASSINO
Il frassino presenta venature talvolta ''capricciose'', antipatiche, e non permette
perciò lavorazioni che richiedono molta precisione (non è adatto, per intenderci, per copiare un soggetto di Escher). Le
pirografie su frassino vanno valutate a lavoro concluso, considerando cioé gli effetti cromatici che il disegno nella sua
totalità sa regalare.
- LIMONE
Il limone (di colore giallo, ovvio) come altri legni di piante che danno frutti, si incide bene e
lavorandolo profuma. Acquista lucentezza, in particolar modo se trattato con olio o gommalacca.
- MOGANO
Il mogano, dato il tono molto scuro che lo caratterizza, è ideale per pirografie
poco contrastate. Se dunque cercate decisi effetti chiaroscurali, distacchi di levigatura particolarmente accentuati...beh,
meglio lasciar stare, cioé cambiare legno.
- NOCE
Il noce presenta una levigatura ottimale, non si incurva, non si accende col calore. Dà vita, a
lavorazione ultimata, ad un complessivo colore ambrato: caldo, piacevolissimo.
- PERO
Il pero è tra i più pregiati e perciò adattissimo ad essere inciso a fuoco. E' di colore rosa,
né tenero né duro, liscissimo: a sfiorarlo leggermente con la mano sembra di toccare un panno di raso. Le pirografie
su pero possono essere opere speciali, preziose. Quasi quanto il bosso, infatti, il pero è ''caro''.
- PIOPPO
Il pioppo è semplice da incidere: è tenero, di buon rendimento cromatico, non costoso, facilmente reperibile.
- PLATANO
Il platano è tendenzialmente poroso, perché tendenzialmente tenero, ma...in realtà è duro: è cioé un legno
fintamente tenero (io lo indico così). Per questo motivo s'incide bene e non si sforma. E' scuro.
- QUERCIA
La quercia è poco lavorabile, a causa di durezza e venature.
Non va bene per la pirografia: per le sue qualità intrinseche è il legno peggiore, tra quelli duri.
- TIGLIO
Il tiglio è un ottimo legno per pirografarci, per scriverci sopra col fuoco (soprattutto se siete
in cerca di effetti dati dal colore, più che dal tratto). Di colore bianco sporco-marroncino-giallo.
- ULIVO
L'ulivo è tenero, profumato, ottimo. Se si ha padronanza dello strumento è il massimo per soggetti
grazie a cui ci si può anche lasciare andare all'imprecisione (cercata e controllata). Va
bene, insomma, per liberare la fantasia, per cercare le sfumature, gli effetti
speciali: non è certamente adatto alla geometria.
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In conclusione, prima di lasciarvi alla visione delle fotografie sottostanti
(raffiguranti alcuni tipi di legno), vi ricordo di non trascurare mai la scelta della
superficie, anzi: dedicare tempo ed attenzione alla tavola da pirografare non sarà mai tempo
sprecato ma, al contrario, rappresenterà uno dei momenti più delicati della fase progettuale!
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