Ora vi ricordo come la legge italiana prenda in considerazione la pirografia, in quanto attività artigianale. Nella Gazzetta Ufficiale n.164 del 17 luglio 2001 è pubblicato un decreto, il n.288 del 25 maggio dello stesso anno, con cui il

Presidente della Repubblica

- visto l'articolo 87, quinto comma, della Costituzione
- visto l'articolo 4, primo comma, lettera c), della legge 8 agosto 1985, n. 443, il quale prevede che i settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura saranno individuati con decreto del Presidente della Repubblica
- sentite le regioni ed il Consiglio nazionale dell'artigianato
- considerato che occorre procedere alla individuazione dei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura, ai fini della definizione dei limiti dimensionali delle imprese artigiane che svolgono la propria attività nei settori stessi
- visto l'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400
- sentite le regioni e il Consiglio nazionale dell'artigianato
- udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 23 giugno 1997 e del 12 febbraio 2001
- sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
- vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 17 maggio 2001
- sulla proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con l'estero

emana il seguente regolamento:

1. Sono da considerare lavorazioni artistiche le creazioni, le produzioni e le opere di elevato valore estetico o ispirate a forme,  modelli, decori, stili e tecniche, che costituiscono gli elementi tipici del patrimonio storico e culturale, anche con riferimento a zone di affermata ed intensa produzione artistica, tenendo conto...(segue)

2. Dette attività sono svolte prevalentemente con tecniche di lavorazione manuale, ad alto livello tecnico professionale, anche con l'ausilio d'apparecchiature, ad esclusione di processi di lavorazione interamente in serie; sono ammesse singole fasi meccanizzate o automatizzate di lavorazione secondo...(segue)

Allegato (art. 1)
ELENCO DELLE LAVORAZIONI ARTISTICHE TRADIZIONALI E DELLO ABBIGLIAMENTO SU MISURA (ELENCO ESEMPLIFICATIVO)

I -
Abbigliamento su misura: (segue)

II -
Cuoio, pelletteria e tappezzeria:
bulinatura...
decorazione...
limatura...
ricamatura...
lucidatura a mano...
pirografia
sbalzatura...(segue)

III -
Decorazioni: (segue)

IV -
Fotografia, riproduzione disegni e pittura:
riproduzione di acquaforti
realizzazione di originali litografici...
riproduzione di litografie mediante uso di pietre litografiche
riproduzione di xilografie
lavori di pittura di quadri...
composizione fotografica...
lavori di fotoincisione
lavori di fotoritocco (segue)

V -
Legno e affini:
lavori di doratura
argentatura, laccatura e lucidatura del legno
lavori di intaglio (figure, rilievi e decorazioni), intarsio e traforo
lavori di scultura...(segue)

* * * 

L'allegato continua sino al punto XIII (firmato da Ciampi, Presid. Repubbl. - Amato, Presid. Consiglio - Letta, Min. Industria, Commercio, Artigianato - Fassino, Guardasigilli), ma qui importa valutare che:
a) la pirografia sia stata inserita nell'elenco delle sopra menzionate "lavorazioni artistiche";
b) sia stata però considerata alla stregua (ad esempio) del ricamo, cioé come uno dei processi di lavorazione del cuoio e della pelle: non del legno. E' questa una svista di chi ha emanato? Di fatto (in conclusione) il pirografista è, per il legislatore, un artigiano dedito ad una lavorazione artistica propria del patrimonio storico e culturale italiano, che richiede un elevato livello tecnico professionale, perlopiù manuale, ma perfezionabile con l'ausilio di apparecchiature.



Scegliere con cura il legno, in base a ruvidezza, nodosità, etc, e in base al soggetto (ad es. per un disegno geometrico, un legno duro, affinché le punte roventi del pirografo non affondino). Non fare economia sul pirografo (dopo tutto è l'unica vera spesa). N.B. Importa che non sia a punta fissa, ma abbia punte intercambiabili (ne bastano 4-5: 13€ cad, più o meno).
Fare sempre prima uno schizzo a matita: non improvvisare, non bruciare direttamente: è poi complicato cancellare. N.B.: La carta abrasiva lascia comunque tracce del suo utilizzo (ad es. è pessimo l'assorbimento della cera dove il legno è stato grattato).
Passare a fine lavorazione cere di buona qualità, possibilmente in pasta - come della marca "Aurora" - e non liquide. Se volete spendere poco, o avete fretta, usate olio paglierino (massimo 2x1 latta da ½ litro): è assorbito più rapidamente ed omogeneamente. Se, a lavoro terminato, avete passato qualche cera (ad es. in pasta o altra sostanza) evitate di riutilizzare il pirografo per effettuare un ultimo ritocchino: la sciogliereste ed impiastriccereste tutto!
Appuntato questo, potete anche frequentare ulteriori corsi d'apprendimento e/o di perfezionamento, ma resteranno fondamentali molta pratica e moltissima pazienza!



Ho ricevuto (e ricevo) molte e-mail di appassionati, aspiranti pirografisti e/o praticanti alle prime armi, desiderosi di comprare un pirografo o cambiare quello usato da sempre, ormai difettoso o inadatto. Ordunque...
Premesso che è necessario valutare la materia su cui si vuole incidere (perché una cosa è, ad es., lasciare un segno a fuoco nel morbido polistirolo, altra invece è su sughero o cuoio o legno durissimo, come quello di faggio o di quercia) e premesso altresì che contano il tipo di disegno da realizzare e il modo di esecuzione (se a punti/ni oppure con sfumature...), io in ogni caso insisto nell'affermare che, indipendetemente dal corpo del pirografo (che poi altro non č che una bobina di rame, un trasformatore) ciò che importa è: 1) che la "penna" abbia la punta sostituibile, intercambiabile (cioé non fissa) e che detta punta sia a chiodo e non, come dire, a filamento; 2) che lo strumento sia col regolatore di calore (per "incendiare" la punta a proprio piacere). Pertanto, considerato che di pirografi con regolazione 'libera' del calore non se ne producono pių (che io sappia), se ne acquistate uno oggi, ricordate: maggiore sarà la possibilità di stabilire la capacità della punta di scurire la superficie e migliore sarà il risultato finale (i pirografi attualmente in commercio - sempre per le informazioni in mio possesso - offrono da 2 a 4 a 5-6 gradazioni della temperatura).
Potrete trovarne diversi modelli (di pirografi) semplicemente cercando in internet, senza dovere recarvi di persona presso un centro di belle arti. Il prezzo è variabile ma, non facendovi derubare, il vostro sarà un buon acquisto se spenderete online 90-100 euro ca. (punte a parte) oppure 100-120 euro ca. in un negozio.
P.S. I siti web dedicati alla vendita di quest'articolo ormai abbondano e, quanto ai prezzi, c'è da sbizzarrirsi: da oltre 100 euro cad. sino ai 10. Ma secondo un consiglio sempre saggio...la qualità si paga!

* * *

Ecco i miei due strumenti: uno (arancione), più efficace, a regolazione ''libera'' di calore, ma datato; il secondo (nero), più moderno, curato nel design, piccolo e leggero, ma meno potente.
LE IMMAGINI DELLE RIGHE PRIMA E TERZA SI ESPANDONO AL PASSAGGIO DEL MOUSE (O CON LEGGERA PRESSIONE DIGITALE, SE STATE MANEGGIANDO UNO SMARTPHONE).


   

      

   




Poche righe dedicate alle fondamentali punte (del tipo a chiodo, intercambiabili, che si avvitano al manicotto).
Ne esistono molte, di diverse forme e per mille usi (ma è vero pure che altrettante sono finite fuori produzione perché effettivamente inutili).
E' mia intenzione, per ogni argomento affrontato in questo sito, non di volere insegnare, bensí solo di spiegare (sulla scorta della lunga esperienza) e pertanto affermo - è il mio modesto parere - che di punte non ne occorre un gran numero. Non si dimostra bravura usandone tante! Io ne posseggo una dozzina eppure, alla fine, utilizzo sempre le solite 4-5. E mi limito qui a consigliare (alcune di) quelle della serie B (ved. immagine).
Secondo me indispensabili sono le B1, B2 e B3 (se prediligete il disegno a punti, a colpi, anziché quello a nuances). Meno necessaria la B4. Utilissima invece, ma una volta all'anno, la B22 che ha la punta come quella di uno spillo e permette di lasciare il segno nel millimetro quadrato (ved. immagine).
I TRE RIQUADRI SOTTO SI ESPANDONO AL PASSAGGIO DEL MOUSE (O CON LEGGERA PRESSIONE DIGITALE, SE STATE USANDO UNO SMARTPHONE).


   



Tutti i tipi di legno possono essere pirografati, ma le loro caratteristiche intrinseche evidentemente influenzano (è il caso anzi di scrivere: devono riguardare) sia il tratto con cui si tracciano linee e punti, sia la tecnica che si intende utilizzare.
- Con i legni teneri il segno apparirà più o meno sfumato, il tratto sarà talvolta anche ingestibile, la materia sarà facilmente ''incendiabile'' e altrettanto facilmente potranno rimanervi degli aloni, poiché il calore della punta tenderà a spandersi nelle fibre.
- Con i legni duri, invece, il tratto risulterà più secco e preciso, ma richiederà un maggiore controllo della punta (potrà essere questa la condizione ideale per disegni geometrici, che richiedono precisione assoluta).

ECCO ALCUNE SUPERFICI LIGNEE:

Il COMPENSATO innanzitutto, ossia la più comune superficie utilizzata perché più agevolmente acquistabile nelle falegnamerie, nelle segherie, nei laboratori artigianali del legno: è per lo più tenero, moderatamente tenero e va dunque ''maneggiato'' con attenzione. Spesso le tavole di compensato rintracciabili in commercio sono scarti, legnaccio che darà pessime rese. E perciò siamo alle solite: chi più spende...meno spende, e acquistando del compensato a 2-3 euro rischierete di sprecare tempo e soldi. E poi...

* * *

- ABETE
L'abete alterna parti tenere a settori duri. E' l'ideale per grafismi molto irregolari.
- ACERO
L'acero è duro, quasi ignifugo, davvero ostico, ma consente lavori molto precisi (ed anzi, proprio per questa ragione ammette linee che si intersecano, angoli con arco ridotto e soggetti piccolissimi ai limiti del miniaturismo). Il suo colore è bianco sporco-grigiastro: da esso possono derivarne belle pirografie.
- AGRIFOGLIO
L'agrifoglio anche è molto duro, compatto, ma si lavora bene. Deve essere usato per lavori di pirografia con molti particolari, dai disegni minuziosissimi, assai impegnativi.
- BOSSO
Il bosso è durissimo...al punto da sembrare ferro, e dunque da essere lavorato al tornio! Il suo colore è un giallo smorto, pallido come tanti altri legni d'arbusti sempre verdi. Da esso si possono ottenere grandi risultati (come dal pero), ma ha l'inconveniente (proprio come il pero) d'essere costoso.
- CASTAGNO
Il castagno è poco resistente e poroso, molto facile da lavorare, è un tipo di legno ad alto rischio, (io lo definisco cosė), perché con questa materia l'errore è sempre dietro l'angolo. Ne possono scaturire però belle sfumature, begli effetti tonali.
- CILIEGIO
Il ciliegio si pirografa bene, ma tende ad incurvarsi. Assume, ''lavorato'', delle cromìe davvero belle. Di suo (per natura, cioé) prima di subire il calore delle punte, č tendenzialmente rosso, è rossastro.
- FAGGIO
Il faggio è un altro di quei legni complicati da lavorare perché duro e si spacca o comunque rovina facilmente. Ma come tutte le superfici dure (come ad esempio l'acero) consente disegni rigorosi, precisi.
- FRASSINO
Il frassino presenta venature talvolta ''capricciose'', antipatiche, e non permette perciò lavorazioni che richiedono molta precisione (non è adatto, per intenderci, per copiare un soggetto di Escher). Le pirografie su frassino vanno valutate a lavoro concluso, considerando cioé gli effetti cromatici che il disegno in toto sa regalare.
- LIMONE
Il limone (di colore giallo, ovvio) come altri legni di piante che danno frutti, s'incide bene e lavorandolo profuma. Acquista lucentezza, in particolar modo se trattato con olio o gommalacca.
- MOGANO
Il mogano, dato il tono molto scuro che lo caratterizza, è ideale per pirografie poco contrastate. Se dunque cercate decisi effetti chiaroscurali, distacchi di levigatura particolarmente accentuati...beh, meglio lasciar stare, cioé cambiare legno.
- NOCE
Il noce presenta una levigatura ottimale, non si incurva, non si accende col calore. Dà vita, a lavorazione ultimata, ad un complessivo colore ambrato: caldo, piacevole.
- PERO
Il pero è tra i pių pregiati e perciò adattissimo ad essere inciso a fuoco. E' di colore rosa, né tenero né duro, liscissimo: a sfiorarlo leggermente con la mano sembra di toccare un panno di raso. Le pirografie su pero possono essere opere speciali, preziose. Quasi quanto il bosso, infatti, il pero è ''caro'', cioé non costa poco!
- PIOPPO
Il pioppo è semplice da incidere: è tenero, di buon rendimento cromatico, non costoso, facilmente reperibile.
- PLATANO
Il platano è tendenzialmente poroso, perché tendenzialmente tenero, ma...in realtà è duro: è cioé un legno fintamente tenero (io lo indico così). Per questo motivo s'incide bene e non si sforma. E' scuro.
- QUERCIA
La quercia è poco lavorabile, a causa di durezza e venature. Non va bene per la pirografia: per le sue qualità intrinseche è il legno peggiore, tra quelli duri.
- TIGLIO
Il tiglio è un ottimo legno per pirografarci (soprattutto se siete in cerca di effetti dati dal colore, più che dal tratto). Di colore bianco sporco-marroncino-giallo.
- ULIVO
L'ulivo è tenero, profumato, ottimo. Se si ha padronanza dello strumento è il massimo per soggetti grazie a cui ci si può anche lasciar andare all'imprecisione (cercata e controllata). Va bene, insomma,  per liberare la fantasia, per cercare le sfumature, gli effetti speciali: non è certamente adatto alla geometria.


    

    




Questi i principali testi disponibili attualmente (fine 2016) nelle librerie (e in internet). Segnalo in particolare il secondo, il pių recente, ed il quarto (entrambi di Carlo Giuseppe Proietto). I prezzi variano a secondo del luogo, della libreria (o sito web) e dell'anno di acquisto.
N.B. LE IMMAGINI SOTTOSTANTI SI ESPANDONO AL PASSAGGIO DEL MOUSE (O CON UNA LEGGERA PRESSIONE DIGITALE, SE INVECE AVETE TRA LE MANI UNO SMARTPHONE).

           


1 - LA PIROGRAFIA. Arte e tecnica di B. Havez e JC. Varlet (Edit. IL CASTELLO, 1985)
2 - La pirografia di Carlo Giuseppe Proietto (Edit. Aracne, 2014)
3 - Introduzione alla pirografia di Daniel Wright (Edit. IL CASTELLO, 2009)
4 - Pirografia step by step di C. G. Proietto (Edit. Gruppo Albatros Il Filo, 2011)
5 - L'arte della pirografia e della piroincisione di C. G. Proietto (Edit. Bastogi, 2007)



Quanto costano le mie opere? Le mie tavole non hanno prezzo, perché...IO REGALO!

Al limite, in caso di particolare insistenza del richiedente, può essere accettato un rimborso-spese (sotto forma di OFFERTA) che tenga conto: 1) del materiale e dell'energia elettrica, perché legno e corrente costano, e 2) della difficoltà del soggetto pirografato. Insomma: io eseguo, poi alla fine si vede...

Ecco (desidero una volta per tutte precisare questo aspetto): NON E' CONTEMPLATA LA COMMERCIALIZZAZIONE GIACCHE' A ME NON INTERESSA LUCRARE. IL MIO E' UN HOBBY E SONO QUI PER PASSIONE, NON PER DENARO!

P.S. DUNQUE LE OPERE ESPOSTE (PER ''SPIEGARE'' LA TECNICA) SONO STATE COMPIUTE PER DILETTO PERSONALE, NON PER ESSER VENDUTE (NÉ SONO IN VENDITA).

IMPORTANTE: IL MOTIVO PER CUI ESISTE luigiconci.com E' PUBBLICIZZARE LA PIROGRAFIA, MAGARI ONORANDO IL GENIO DI ALCUNI ARTISTI (TRA I MIEI PREFERITI): QUI SI ''PARLA'' DI ARTIGIANATO E DI ARTE, NON SI FA COMMERCIO.

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